I dolci del Sud-Est: dalle 'mpanatigghi di Modica alla testa di turco di Scicli
Biscotti con carne e cioccolato, torroni di sesamo e miele, bignè giganti e il grano di Santa Lucia: i dolci tipici del Sud-Est siciliano, la loro storia e quando assaggiarli.
Nel Sud-Est siciliano i dolci raccontano la storia dell'isola: arabi, spagnoli, conventi di suore e feste religiose hanno lasciato ricette che si trovano solo qui. Alcune sono insolite, come un biscotto che nasconde la carne nel cioccolato. Altre sono legate a un giorno preciso dell'anno.
Ecco quelle da cercare durante il viaggio.
Le 'Mpanatigghi di Modica
Sono piccole mezzelune di pasta frolla con un ripieno che sorprende: cioccolato, mandorle, noci, zucchero, cannella, chiodi di garofano e carne di manzo. La carne quasi non si sente, e il gusto è quello di un biscotto speziato al cioccolato.
Il nome viene dallo spagnolo empanadillas, e la ricetta risale probabilmente al Cinquecento, quando la Sicilia era sotto la corona spagnola e dall'America arrivava il cacao.
Un racconto popolare vuole che le suore di un convento le preparassero in Quaresima, per nascondere la carne nei giorni di magro. Leonardo Sciascia le chiamava "biscotti da viaggio", perché si conservano a lungo.
A Modica esiste anche una versione senza carne, le liccumie, con la melanzana al posto del manzo.
Il cioccolato di Modica
Non si può parlare di dolci del Sud-Est senza il cioccolato di Modica, lavorato a freddo e tutelato dall'IGP. Te lo raccontiamo nel dettaglio nell'articolo sui sapori del Sud-Est.
La cubbaita
È il torrone della tradizione, fatto di sesamo, miele, zucchero e spesso mandorle, tagliato a rombi o rettangoli. Il nome viene dall'arabo, e nella Sicilia orientale si chiama anche giuggiulena.
È uno dei dolci delle feste di Natale, insieme ai torroni di scorze d'arancia e di cedro candite che a Modica prendono il nome di petrafennula, per quanto sono duri.
La testa di turco di Scicli
È un bignè enorme, ripieno di crema di ricotta o crema pasticcera, e si trova solo a Scicli.
È legata alla festa della Madonna delle Milizie, che ricorda la leggenda di una battaglia contro i saraceni: il nome del dolce viene proprio da lì.
La cuccìa di Santa Lucia
Il 13 dicembre, a Siracusa e in molti paesi del territorio, si mangia la cuccìa: grano bollito, condito con ricotta zuccherata o con miele, a volte arricchito con cioccolato o canditi.
In quel giorno, per tradizione, si evitano pane e pasta.
Granita, mandorle e ricotta
Poi ci sono i dolci di ogni giorno. La granita, da mangiare con la brioche a colazione, specialmente alla mandorla, perché nella campagna di Noto si coltiva una delle mandorle più pregiate della Sicilia.
La pasta di mandorla. E i dolci di ricotta, cannoli in testa, che qui trovi in ogni pasticceria.
Dove dormire
Modica è la base ideale per un viaggio tra i dolci del Sud-Est: da qui Scicli, Noto e Ragusa Ibla sono a breve distanza.
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