Nel cuore di Ragusa Ibla, Santa Maria dell'Itria colpisce con la sua facciata barocca, mentre il profumo di limoni e mandorle Pizzuta avvolge l'aria, raccontando storie di un tempo lontano tra i vicoli acciottolati e la luce dorata del…
Nel cuore di Ragusa Ibla, la Chiesa di Santa Maria dell'Itria si erge come un faro culturale, il cui campanile ornato da una cupola di maiolica azzurra è diventato il simbolo indiscusso del quartiere. Questo edificio, che affonda le radici in epoche bizantine, si trova nell'antico rione della Giudecca, dove la storia si intreccia con l'arte.
Il suo nome, "Itria", evoca un senso di orientamento, derivando dal greco Odigitria, "colei che indica la via", un chiaro richiamo alla spiritualità che permea il luogo. Nel XVII secolo, la chiesa passò sotto il patronato della famiglia Cosentini, legata ai Cavalieri di Malta. Le influenze di quest'ordine sono evidenti nelle decorazioni, dove la croce a otto punte si fa presenza costante.
Il rifacimento del 1740, successivo al devastante terremoto del 1693, ha dato vita a un'opera architettonica che mescola sapientemente stili e materiali, rendendo la chiesa una delle poche a pianta basilicale con cinque navate, separate da colonne in pietra calcarea. Varcando la soglia, ci si immerge in un mondo di altari barocchi riccamente decorati e tele di artisti del calibro di Lorenzo Vaccaro, tra cui l'Addolorata, che cattura lo sguardo e il cuore.

