L’ingresso di Vendicari e i pantani
La Riserva naturale orientata Oasi faunistica di Vendicari, istituita nel 1984, è una fascia di costa tra Noto e Marzamemi, con spiagge, aree umide e resti storici. Ha cinque ingressi: Eloro, Marianelli, Calamosche, Vendicari (l’ingresso principale, detto anche «centro» o «Tonnara») e Cittadella. Questo itinerario parte da quello centrale, da cui si raggiungono nello stesso giro tonnara, torre e spiaggia. Dall’ingresso un sentiero porta in pochi minuti al mare, tra la vegetazione. Lungo il percorso si costeggiano i pantani, cinque laghetti paralleli alla costa, profondi in media 30-40 centimetri: in ordine da nord a sud sono Piccolo, Grande, Roveto, Sichilli e Scirbia. Il Pantano Piccolo è il solo che non si prosciuga mai, perché ha sorgenti di acqua salmastra. Qui puoi osservare uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri rosa, da lontano e senza disturbarli. Ci sono capanni di osservazione.
Consiglio
Porta acqua, cappello e scarpe comode: i sentieri sono interamente al sole. Il biglietto è a pagamento e gli orari cambiano tra estate e inverno: controlla prima.
La tonnara di Vendicari
La prima cosa che vedi è la ciminiera di mattoni della tonnara, e accanto una fila di pilastri di pietra senza più il tetto: erano i magazzini dove si lavorava il tonno. Si raggiunge solo a piedi dopo essere entrati nella riserva. La pesca del tonno qui è antichissima. La tonnara attuale ha origini che le fonti datano al Seicento o al Settecento, e per un periodo fu controllata dalla famiglia Nicolaci. Nel 1914, in una ripresa della pesca, fu data in concessione ad Antonino Modica Munafò, che costruì lo stabilimento che vedi oggi, con una grande ciminiera e impianti moderni per la lavorazione e l’inscatolamento del tonno. Le due guerre mondiali la danneggiarono, e nel 1944 l’attività finì.
Consiglio
Cammina tra i pilastri e guarda le strutture senza arrampicarti: sono fragili. Rispetta i divieti e i cartelli.
La Torre Sveva
Poco più in là sorge la Torre Sveva, sul mare, sulla punta nord del golfo. Il nome ricorda l’epoca sveva, ma le fonti la datano al XV secolo: fu costruita per proteggere la costa dalle incursioni dei saraceni e per difendere un deposito di merci, e continuò a servire per secoli. Nel Cinquecento fu inserita in un sistema di avvistamento costiero ideato da ingegneri spagnoli. Dopo il terremoto del 1693 subì danni e interventi, e nell’Ottocento fu usata come stalla e deposito della tonnara. Qui sono state girate anche scene del Commissario Montalbano. Accanto si trova il centro visitatori della riserva.
Consiglio
In certi periodi si può salire con la scala a chiocciola fino al terrazzo panoramico: da lassù si vedono insieme la tonnara, l’isolotto e il mare. Controlla se è aperto.
La spiaggia di Vendicari
La spiaggia di Vendicari è la più grande della riserva: lunga, interamente sabbiosa, con le dune e i canneti alle spalle, l’isolotto di fronte e le rovine della tonnara che quasi entrano nell’acqua. Tra sabbia e mare si forma una barriera di alghe Posidonia, spessa circa cinque metri: si attraversa senza problemi e dietro c’è un’acqua cristallina. Salendo verso la torre, la costa diventa rocciosa. Una buona parte della spiaggia è vietata al pubblico, perché è un luogo di deposizione delle uova della tartaruga Caretta caretta.
Consiglio
Non entrare nelle zone recintate e porta via i rifiuti: i nidi sono molto fragili.
Il sentiero costiero verso Calamosche
Dalla tonnara il sentiero prosegue verso nord per circa 4,4 km, seguendo la costa e passando accanto ai pantani. Dopo la torre il tratto diventa roccioso: si attraversa una caletta e si arriva a un capanno che segna all’incirca la metà del percorso, con il Pantano Piccolo alla sinistra. In circa quaranta minuti si arriva a Calamosche. Il percorso è bello ma senza ombra: la vegetazione è bassa e il sole picchia.
Consiglio
Parti con calma e con acqua: il ritorno è sullo stesso sentiero, quindi tieni energie per la strada indietro.
Calamosche
Calamosche è la spiaggia più famosa della riserva: una piccola baia di sabbia di circa 200 metri, chiusa tra due promontori di roccia che riparano il mare dalle correnti. Nel 2005 la Guida Blu di Legambiente l’ha eletta «spiaggia più bella d’Italia». Ai lati ci sono grotte e cavità naturali, e il mare è quasi sempre calmo. Da qui si può uscire dalla riserva dall’ingresso di Calamosche, a circa venti minuti a piedi, un sentiero di circa 1,2 km, oppure tornare per dove sei venuto.
Consiglio
In alta stagione la baia si riempie: arriva presto o fuori dal weekend. Se esci dall’ingresso di Calamosche, ricorda che l’auto è rimasta all’altro ingresso: organizzati prima.
La mappa del percorso
Su telefono e tablet: un dito scorre la pagina, due dita muovono la mappa.
Domande frequenti
Per il giro descritto, tra tonnara, torre e Calamosche, serve una giornata intera: il sentiero tra la tonnara e Calamosche è lungo circa 4,4 km a tratta. Se hai meno tempo puoi vedere tonnara, torre e spiaggia in due o tre ore.

