L’ingresso di Serramezzana e come prepararsi
Pantalica è un altopiano scavato nei secoli dai fiumi Anapo e Calcinara, che hanno formato profondi canyon. Fa parte della Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande ed è Patrimonio UNESCO dal 2005. Si può entrare da più ingressi. Questo itinerario parte da quello di Serramezzana, sul lato di Sortino, dove di solito si lascia l’auto lungo la strada, a pochi passi dal cancello. I posti sono limitati: arriva presto. All’ingresso può esserci un punto informazioni, dove lasciare nome e telefono, e una mappa con i sentieri, indicati per colore e per difficoltà. Il giro è un anello, da fare in senso antiorario: verde, bianco, rosso, giallo, poi di nuovo rosso per risalire.
Consiglio
Porta acqua in abbondanza, cappello e scarpe da camminata, e una torcia (basta quella del telefono): lungo il sentiero non sono segnalati punti di ristoro e una galleria non è illuminata.
Il sentiero verde, la necropoli nord e la chiesa del Crocifisso
Dall’ingresso il sentiero verde scende fino alla prima necropoli, la necropoli nord, la più antica: le sue tombe furono scavate tra la metà del XIII e l’XI secolo a.C.. Sono tombe a grotticella, piccole camere scavate nelle pareti, in tutto quasi cinquemila in tutta Pantalica. Quello che colpisce è il numero: le pareti sono bucate da file di ingressi, in mezzo a una natura selvaggia che cresce sulla roccia. Buona parte del sentiero è scavata nella roccia e può diventare scivolosa con la pioggia. Lungo il percorso si incontra la chiesa rupestre del Crocifisso, una piccola grotta scambiata a lungo per una catacomba. È una delle tre chiese rupestri di Pantalica e conserva degli affreschi, tra cui una Crocifissione nell’abside; secondo gli studiosi risalgono al periodo tra il XII e il XIV secolo.
Consiglio
Fermati ogni tanto e guarda in alto: le tombe più alte si vedono solo da lontano, e i punti panoramici sul canyon sono i più belli di tutto il giro.
L’Anaktoron, il palazzo del principe
Finito il sentiero verde si prende il sentiero bianco, una strada asfaltata, e si sale fino all’indicazione per l’Anaktoron. Da qui la vista sul canyon è la migliore: si vede il fiume che ha scavato la roccia, e anche lungo la strada compaiono ogni tanto tombe scavate nella montagna. Poi il sentiero rosso, sterrato, continua a salire. L’Anaktoron significa «palazzo del principe» (in greco, anax): è il solo edificio in pietra di tutta Pantalica e risale al XII-XI secolo a.C.. Del grande palazzo restano le fondazioni, fatte di blocchi enormi che ricordano le costruzioni micenee, ma si capisce bene quanto fosse imponente. Sorgeva nel punto centrale dell’altopiano, a 408 metri sul livello del mare. In epoca bizantina fu riutilizzato; poi un grande incendio, forse durante le incursioni arabe, ne decise l’abbandono. Fu scoperto e studiato da Paolo Orsi alla fine dell’Ottocento.
Consiglio
È il punto più alto del giro e quasi senza ombra: fai una pausa qui, ma senza stare troppo al sole.
L’ex ferrovia, la galleria Cascitta e la necropoli sud
Dall’Anaktoron si scende verso il fiume, passando accanto a qualche altra tomba, e si arriva al tracciato di un’ex ferrovia, quella che univa Siracusa e Vizzini. Costeggia l’Anapo e ogni tanto lo attraversa: è il sentiero giallo. Si passa dentro la vecchia galleria Cascitta, che non è illuminata. Il sentiero corre anche al fianco della necropoli sud, con le tombe più recenti, scavate tra il IX e l’VIII secolo a.C.; sono meno visibili di quelle della necropoli nord.
Consiglio
Accendi la torcia prima di entrare nella galleria e cammina con calma: dentro è buio.
La galleria Bisanti e il fiume Anapo
Il sentiero giallo continua dentro il canyon, con alte pareti di roccia ai due lati: da una parte la roccia è più arida e nuda, dall’altra più verde. Accanto c’è sempre il fiume, con qualche piccola spiaggia rocciosa e cascatelle: d’estate ci si può rinfrescare. Si arriva così alla galleria Bisanti, lunga circa 220 metri. Si può attraversare, oppure prendere sulla sinistra il sentiero azzurro, che sale un po’ di quota, regala altri panorami e riscende per ricongiungersi al sentiero giallo proprio al termine della galleria.
Consiglio
Se la galleria non ti convince, prendi il sentiero azzurro: è un po’ più lungo, ma si vede il canyon dall’alto.
Il guado e la risalita a Serramezzana
Tornati sul sentiero giallo, comincia il rientro con il sentiero rosso. Si parte attraversando il fiume su alcuni sassi abbastanza stabili, poi il sentiero sale rapidamente: dal livello del fiume bisogna tornare fino in cima, dove si è entrati. È il tratto più ripido e faticoso del giro, ma in una ventina di minuti si arriva all’ingresso.
Consiglio
Tieni un po’ d’acqua e di energie per la risalita: è la parte più dura e arriva alla fine, con il sole addosso.
La mappa del percorso
Su telefono e tablet: un dito scorre la pagina, due dita muovono la mappa.
Domande frequenti
L’anello descritto è lungo circa 8 km e richiede dalle due ore e mezza alle tre ore di cammino, senza contare le soste. Da Siracusa in auto servono circa 45 minuti.

