L'isola di Ortigia vista dall'alto, con il Duomo, i tetti e il mare

ITINERARIO · Ortigia

Ortigia in un giorno: dal Tempio di Apollo al castello, tra piazze e mare

Un giorno (6-7 ore con le pause)9 tappeA piedi. L’isola è piccola e quasi tutta pianeggiante, ma l’auto qui è un problema.

Nove tappe a piedi nell’isola di Ortigia, il centro storico di Siracusa: dal Tempio di Apollo alla Fonte Aretusa, dal Duomo costruito dentro un tempio greco al Castello Maniace, fino al mare. Per ogni tappa trovi cosa guardare, quanto fermarti e un consiglio pratico.

1

Il Tempio di Apollo e il mercato

Le colonne del Tempio di Apollo in Largo XXV Luglio, all'ingresso di Ortigia25 minuti

Si arriva a piedi da Siracusa attraversando il Ponte Umbertino, costruito nell’Ottocento e intitolato a re Umberto I. Subito dopo, in Largo XXV Luglio, ci sono i resti del Tempio di Apollo, dei primi anni del VI secolo a.C.: è considerato il tempio dorico più antico della Sicilia. Nei secoli è stato chiesa cristiana in epoca bizantina, moschea in età araba, basilica normanna e poi parte di una caserma spagnola. Fu liberato dalle costruzioni intorno solo ai primi del Novecento: oggi le colonne emergono in mezzo al traffico. Alle spalle del tempio, di mattina e tutti i giorni tranne la domenica, c’è il mercato di Ortigia: il posto giusto per capire il ritmo dell’isola.

Consiglio

L’auto qui è un problema, con la ZTL e i vicoli stretti: parcheggia a Siracusa e arriva a piedi. Il mercato è solo di mattina.

2

Piazza Archimede e la Fontana di Diana

La Fontana di Diana con i tritoni nella vasca, in piazza Archimede a Ortigia20 minuti

Si prosegue in piazza Archimede, una piazza aperta solo nella seconda metà dell’Ottocento: molto più recente dei vicoli intorno. Al centro c’è la Fontana di Diana, opera di Giulio Moschetti costruita tra il 1906 e il 1907, in cemento armato. Racconta il mito di Aretusa: Diana, con arco e cane, domina la scena; ai suoi piedi Aretusa sta per trasformarsi in sorgente per sfuggire ad Alfeo. Nella vasca quattro tritoni cavalcano due cavalli marini e due mostri marini. Intorno si affacciano palazzi dal Quattrocento al Novecento, tra cui il Palazzo dell’Orologio e il quattrocentesco Palazzo Lanza Bucceri.

Consiglio

Avvicinati alla vasca: i tritoni e i mascheroni si vedono bene solo da vicino.

3

La Giudecca, San Giovannello e il bagno ebraico

La facciata antica della chiesa di San Giovannello in piazza del Precursore, nella Giudecca30 minuti

Verso l’interno dell’isola si entra nella Giudecca, il quartiere ebraico, che conserva il tracciato stretto dell’impianto antico. Gli ebrei lasciarono la città nel 1492, quando il re ne ordinò l’espulsione; dopo il terremoto del 1693 i palazzi furono ricostruiti in uno stile uniforme, quindi di quel mondo restano pochi segni visibili. In piazza del Precursore c’è la facciata di San Giovannello, che sorge su una basilica del IV secolo e ha l’aspetto del 1380, con portale ogivale e rosone. Nei sotterranei di un palazzo, oggi albergo, si visita il bagno ebraico (miqwe): una vasca alimentata da acqua sorgiva, a circa venti metri di profondità, tra i più antichi d’Europa.

Consiglio

Il bagno ebraico si visita solo a certi orari, di solito con una guida: informati prima.

4

Piazza Duomo e il Duomo, un tempio greco

La facciata barocca del Duomo di Siracusa in piazza Duomo a Ortigia45 minuti

Piazza Duomo è il punto più alto dell’isola, una grande piazza dalla forma ellittica circondata da palazzi barocchi. Il Duomo è il monumento più sorprendente: nel 480 a.C. il tiranno Gelone fece costruire qui il Tempio di Atena per celebrare la vittoria sui Cartaginesi a Himera; nel VII secolo il vescovo Zosimo lo trasformò in chiesa, murando gli spazi tra le colonne. La facciata barocca è invece del Settecento: la progettò Andrea Palma dopo il terremoto del 1693, e fu completata nel 1753. Le due statue ai lati sono san Marciano e santa Lucia. Le colonne doriche del tempio si riconoscono ancora sul fianco della chiesa e all’interno, dove la navata centrale ha un soffitto ligneo cinquecentesco. Sulla piazza si affacciano anche il Palazzo Arcivescovile e il Palazzo Beneventano del Bosco.

Consiglio

Entra: le colonne dentro sono la parte più bella. L’ingresso può essere a pagamento e gli orari cambiano: controlla. Spalle e ginocchia coperte.

5

Il Vermexio e Santa Lucia alla Badia

La facciata alta e stretta della chiesa di Santa Lucia alla Badia a Ortigia30 minuti

Sulla stessa piazza c’è il Palazzo del Vermexio, il municipio, costruito all’inizio del Seicento su progetto di Giovanni Vermexio come sede del governo cittadino. Cerca nell’angolo in alto a sinistra un piccolo geco scolpito: è la firma dell’architetto. In fondo alla piazza la chiesa di Santa Lucia alla Badia, dedicata alla patrona della città, ha una facciata alta e stretta con l’ordine superiore di gusto rococò. Qui fu esposto dal 2011 il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio, dipinto nel 1608: dal 6 dicembre 2020 è tornato a Santa Lucia al Sepolcro, nel quartiere della Borgata, sulla terraferma.

Consiglio

Molte guide indicano ancora il Caravaggio in questa chiesa: non c’è più. Per vederlo vai a Santa Lucia al Sepolcro e controlla gli orari.

6

Il Foro Vittorio Emanuele II e la Fonte Aretusa

La Fonte Aretusa con i papiri e il mare dietro, a Ortigia25 minuti

Si scende al mare e si passeggia sul Foro Vittorio Emanuele II, il lungomare costruito per celebrare l’Unità d’Italia, con alberi e panchine. Lungo la strada c’è la fontana degli Schiavi, un abbeveratoio del Cinquecento ricavato nelle mura, e un piccolo giardino con ficus secolari. In fondo si arriva alla Fonte Aretusa, un laghetto di acqua dolce pieno di papiri, a pochi passi dal mare: gli abitanti la chiamano a funtana re papiri. Secondo la leggenda Aretusa, ninfa di Diana, fuggì dal fiume Alfeo e la dea la trasformò in sorgente; Alfeo, tramutato in un fiume sotterraneo, la alimenta ancora.

Consiglio

Guarda la fonte dall’alto: senza biglietto è già bellissima. Per percorrerne il perimetro può servire un biglietto: controlla se in quel periodo è aperto.

7

Il Castello Maniace

Il Castello Maniace sulla punta dell'isola di Ortigia, a picco sul mare45 minuti

All’estremità sud dell’isola c’è il Castello Maniace, costruito tra il 1232 e il 1240 per volere di Federico II, con pianta quadrata e quattro torri cilindriche agli angoli. Dalla sua posizione controllava il porto e la città. Il nome ricorda il generale bizantino Giorgio Maniace, che nel 1038 contribuì a riconquistare Siracusa agli arabi. Dentro le sale sono spoglie, ma hanno grandi archi ogivali sotto cui si cammina. Il cortile ha due livelli: dal piano superiore vedi gli archi a tutto sesto che incontrerai poi scendendo.

Consiglio

Vale il biglietto: entra e cammina nelle sale. Controlla orari e giorni di chiusura.

8

Il Lungomare di Levante e Cala Rossa

La piccola spiaggia di Cala Rossa vista dall'alto, sul lungomare di Levante a Ortigia40 minuti

Sul lato est dell’isola il Lungomare di Levante corre a picco sul mare. Passi dall’affaccio Enzo Maiorca, un belvedere con quattro panchine dedicato al campione che nel luglio 1988 raggiunse in apnea i 101 metri. Poco oltre una ripida scala scende alla piccola spiaggia di Cala Rossa, il cui nome viene dal colore della sabbia: mare limpido, docce di acqua dolce e, nel pomeriggio, ombra.

Consiglio

D’estate porta il costume: la scala è ripida e la spiaggia piccola.

9

Il Forte Vigliena e il mare

Il Forte Vigliena con le scalette che scendono al mare, a Ortigia25 minuti

Più a nord, sulla stessa costa, il Forte Vigliena è un bastione di pietra costruito sotto il dominio spagnolo per difendere la città dai pirati. Oggi serve da solarium e da accesso al mare: dalle scalette scendi agli scogli per un bagno o una sosta.

Consiglio

Per il tramonto torna dall’altra parte dell’isola, sul Foro Vittorio Emanuele II: il sole cala sul lato ovest.

La mappa del percorso

Su telefono e tablet: un dito scorre la pagina, due dita muovono la mappa.

Domande frequenti

Per i punti principali bastano mezza giornata. Con il Duomo, il castello, un bagno e qualche pausa serve una giornata intera.