La scalinata e la facciata barocca della Cattedrale di San Nicolò a Noto, in pietra dorata

ITINERARIO · Noto

Noto in un giorno: il barocco passo dopo passo

Un giorno (6-7 ore con le pause)9 tappeA piedi. Il Corso è pedonale; via Nicolaci è in salita e ci sono alcune scalinate.

Nove tappe a piedi lungo il Corso Vittorio Emanuele e le sue strade laterali: dalla Porta Reale alla Cattedrale, da via Nicolaci a piazza XVI Maggio. Per ogni tappa trovi cosa guardare, quanto fermarti e un consiglio pratico.

1

Giardino Pubblico e Porta Reale

L'arco neoclassico di Porta Reale visto dal Giardino Pubblico di Noto15 minuti

Si comincia da qui perché è il modo in cui Noto si presenta: un grande arco di pietra che apre sul Corso Vittorio Emanuele. Prima di passarci sotto, concediti due minuti nel Giardino Pubblico, tra palme, aiuole e i busti di personaggi netini. Porta Reale non appartiene al Settecento che avrai intorno per il resto della giornata. Fu costruita nel 1838, su progetto dell’architetto napoletano Orazio Angelini, per celebrare la visita a Noto del re Ferdinando II di Borbone. Per questo ha un aspetto neoclassico, più asciutto delle facciate barocche che vedrai dopo. In cima c’è un uccello che i netini leggono in due modi: pellicano, simbolo di sacrificio, oppure cicogna, simbolo di fertilità. Da un lato dell’arco c’è lo stemma di Noto, dall’altro quello della famiglia Canicarao, il cui marchese volle l’opera.

Consiglio

Il Corso è pedonale, quindi l’auto va lasciata fuori. La zona intorno al Giardino Pubblico e a Porta Reale è il punto di partenza più comodo, ma guarda i cartelli per divieti e tariffe, che cambiano.

2

Piazza dell’Immacolata e San Francesco all’Immacolata

La lunga scalinata della chiesa di San Francesco all'Immacolata a Noto15 minuti

È la prima delle tre piazze che scandiscono il Corso. Da un lato parte una lunga scalinata che sale alla chiesa di San Francesco all’Immacolata. La facciata è più sobria di quelle che incontrerai tra poco, e proprio per questo conviene guardarla bene: serve da punto di confronto. È già il vocabolario del barocco netino, ma detto a voce bassa. La pietra calcarea con cui è costruita quasi tutta la città cambia aspetto con la luce: chiara al mattino, più calda verso sera. Se hai tempo, torna qui a fine giornata e confronta.

Consiglio

Sali fino al sagrato: da lassù la piazza si legge meglio e hai il primo colpo d’occhio sul Corso.

3

Chiesa di Santa Chiara

La facciata della chiesa di Santa Chiara a Noto20 minuti

Poco prima della piazza principale incontri Santa Chiara, costruita per l’ordine benedettino a partire dal 1730 su progetto di Rosario Gagliardi, l’architetto che ha firmato alcune delle chiese più riuscite del Val di Noto. Dentro la pianta è ovale, una scelta insolita che dà all’interno un movimento continuo. Tra le opere c’è una Madonna col Bambino in marmo, di scuola gaginiana. Se la trovi aperta, entra anche solo per vedere come la luce disegna le pareti curve.

Consiglio

Gli orari delle chiese cambiano e le celebrazioni hanno la precedenza sulle visite: se la trovi chiusa, riprova al ritorno.

4

Piazza Municipio e la Cattedrale di San Nicolò

La Cattedrale di San Nicolò in cima alla sua ampia scalinata, a Noto30 minuti

Il Corso si apre e sei in piazza Municipio, la più scenografica di Noto. La Cattedrale sta in cima a un’ampia scalinata sul lato nord, il municipio le sta di fronte. Se c’è un’immagine di Noto che hai già visto, è questa. La costruzione cominciò nel 1694, dopo il terremoto del 1693 che distrusse la città antica, e la chiesa aprì al culto nel 1703. La cupola che vedi oggi ha una storia più recente: il 13 marzo 1996 crollò, insieme a parte delle navate e ad alcuni pilastri. Per ricostruirla servirono anni di scavi per recuperare migliaia di pietre; la Cattedrale riaprì undici anni dopo il crollo, il 15 giugno 2007. Gli affreschi della cupola sono di Oleg Supereco, le vetrate del tamburo di Francesco Mori. All’interno si conserva l’urna d’argento con le spoglie di san Corrado Confalonieri, patrono della città.

Consiglio

Siediti sulla scalinata prima di entrare: è il posto migliore per guardare la facciata e la piazza. Dentro ricorda che è un luogo di culto, quindi spalle e ginocchia coperte.

5

Palazzo Ducezio e la Sala degli Specchi

La facciata curva con il portico di Palazzo Ducezio, sede del Comune di Noto30 minuti

Di fronte alla Cattedrale, con una facciata bassa e curva su un lungo porticato, c’è Palazzo Ducezio. Oggi è il municipio, e infatti non è soltanto un monumento: ci lavorano persone, quindi non tutte le sale sono sempre aperte. La parte più nota è la Sala degli Specchi, chiamata così per i grandi specchi che la decorano insieme a stucchi e arredi. Se la terrazza è accessibile, è un’altra buona ragione per entrare: da lassù la Cattedrale e la piazza si vedono da un punto di vista diverso. Anche se non entri, fermati sotto i portici e guarda con calma come la facciata accompagna la curva della piazza.

Consiglio

Chiedi all’ingresso quali sale e quali terrazze sono visitabili in quel momento: orari e accesso cambiano.

6

San Carlo al Corso e la sua terrazza

La facciata concava della chiesa di San Carlo al Corso a Noto20 minuti

Quasi di fronte all’inizio di via Nicolaci sorge San Carlo al Corso. La facciata è concava: sembra ritrarsi per fare spazio a chi arriva. Il motivo per cui molti salgono qui è la terrazza, da cui si guardano la Cattedrale e i tetti della città dall’alto. Non è sempre aperta: dipende dai giorni e dagli orari.

Consiglio

Se la terrazza è aperta, vale la salita. Se è chiusa, la facciata si apprezza bene anche dalla strada.

7

Via Nicolaci e Palazzo Nicolaci di Villadorata

I balconi barocchi di Palazzo Nicolaci lungo via Nicolaci, a Noto30 minuti

Imbocca via Nicolaci: è breve, circa 122 metri, ripida e tra le più fotografate di Noto. Salendo, a sinistra corre la facciata del Palazzo Nicolaci di Villadorata, costruito nel Settecento per i principi Nicolaci. Alza gli occhi: i balconi in ferro battuto poggiano su mensole scolpite con sirene, chimere, grifoni, ippogrifi, centauri e sfingi. È una galleria di creature che sembra guardare chi passa. Ogni anno a maggio questa via diventa l’Infiorata: dal 1980 il selciato si copre di disegni fatti con petali di fiori. Il palazzo si visita con un biglietto d’ingresso.

Consiglio

Guarda i balconi dal lato opposto della strada: si vedono meglio. Durante l’Infiorata l’accesso alla via può essere a pagamento e molto affollato: vai la mattina presto.

8

Chiesa di Montevergine e via Cavour

La facciata concava della chiesa di Montevergine in fondo a via Nicolaci, a Noto20 minuti

In cima a via Nicolaci la prospettiva si chiude con la facciata concava di Montevergine. La via, i balconi e questa chiesa insieme sono una scenografia. Da qui puoi girare in via Cavour, che corre parallela al Corso. Al civico 10 c’è il portone del Palazzo Di Lorenzo del Castelluccio, del 1782: oltre cento stanze, una delle residenze nobiliari più grandi del Val di Noto. Anche Montevergine ha una terrazza: se la trovi aperta, è un’altra occasione per guardare i tetti di Noto dall’alto.

Consiglio

Scendendo, voltati: la prospettiva di via Nicolaci vista dall’alto, con i balconi in fila, è la foto più bella della giornata.

9

Piazza XVI Maggio: San Domenico, la Fontana d’Ercole e il Teatro

La facciata convessa della chiesa di San Domenico su piazza XVI Maggio a Noto30 minuti

La terza piazza lungo il Corso ha un piccolo giardino al centro e la Fontana d’Ercole. Sul lato nord sale la facciata convessa di San Domenico, considerata uno dei capolavori di Rosario Gagliardi e costruita tra il 1703 e il 1727: dorica in basso, ionica in alto. Di fronte, oltre il giardino, c’è il Teatro Tina di Lorenzo, inaugurato il 4 dicembre 1870 con il nome di Teatro Vittorio Emanuele e ribattezzato nel 2012 in onore di Tina Di Lorenzo, attrice vissuta tra il 1872 e il 1930. Fu costruito dopo il 1837, quando Noto diventò capoluogo di provincia e sentì il bisogno di un teatro all’altezza. Qui c’è anche l’ufficio turistico: utile per chiedere gli orari aggiornati delle visite.

Consiglio

Il giardino al centro della piazza è un buon posto per una pausa a fine percorso. Se hai ancora energie, torna indietro lungo il Corso con la luce del tardo pomeriggio: i colori cambiano.

La mappa del percorso

Mappa

Su telefono e tablet: un dito scorre la pagina, due dita muovono la mappa.

Domande frequenti

Per camminare lungo il Corso e guardare facciate e piazze bastano due o tre ore. Se vuoi entrare nei palazzi e nelle chiese, salire sulle terrazze e fare qualche pausa, il percorso occupa una giornata intera.

Dove dormire

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