Il Duomo di San Giorgio con la sua scalinata, a Modica Alta

ITINERARIO · Modica

Modica in un giorno: dal Corso ai belvedere, tra scalinate e cioccolato

Un giorno (7-8 ore con le pause)10 tappeA piedi, con molte scalinate e salite. Il Corso Umberto I è pianeggiante.

Dieci tappe tra Modica Bassa e Modica Alta, dal Corso Umberto I ai due duomi, dal castello ai belvedere, con le scalinate che collegano le due città e una pausa per il cioccolato. Per ogni tappa trovi cosa guardare, quanto fermarti e un consiglio pratico.

1

Corso Umberto I, il fiume nascosto sotto la strada

Corso Umberto I, la via principale di Modica Bassa, con i palazzi storici20 minuti

Si comincia in fondo alla valle, sul Corso Umberto I, la strada principale di Modica Bassa. È lunga e pianeggiante, con palazzi storici, bar con i tavolini all’aperto e botteghe dove il cioccolato compare in tutte le varianti. Per capire dove sei, guarda i fianchi della valle: Modica sorge su un altopiano inciso da canyon, le cave, e si divide in Modica Bassa, sul fondo, e Modica Alta, sulle colline, unite da centinaia di gradini. Il Corso segue il percorso di due fiumi che oggi scorrono coperti, proprio sotto la strada. Tra i palazzi si riconosce il Teatro Garibaldi, neoclassico, costruito all’inizio dell’Ottocento.

Consiglio

Il giro di oggi è un continuo sali e scendi: scarpe comode e acqua. Lascia l’auto fuori dal centro e guarda i cartelli per divieti e tariffe, che cambiano.

2

Palazzo della Cultura: il Museo Civico e il Museo del Cioccolato

L'ingresso del Palazzo della Cultura, sede del Museo Civico e del Museo del Cioccolato, a Modica40 minuti

Al civico 149 del Corso trovi il Palazzo della Cultura, nell’ex monastero delle Benedettine. Ospita due musei: il Museo Civico Archeologico, con i reperti del territorio ibleo dal Paleolitico all’età ellenistica, e il Museo del Cioccolato. Il cioccolato di Modica è un prodotto a parte. Si lavora a freddo, con la pasta di cacao scaldata a circa quaranta gradi: lo zucchero non si scioglie del tutto e resta in cristalli, per questo senti la grana sotto i denti. Dal 2018 ha l’IGP europea, la prima per un cioccolato in Europa. La tradizione lo lega alla dominazione spagnola e racconta di una ricetta di origine azteca; su quest’ultima parte gli storici non sono tutti d’accordo. Il museo ti aiuta a farti un’idea.

Consiglio

Orari e giorni di chiusura dei musei cambiano: controlla prima di andare. Se compri una tavoletta, cerca la dicitura IGP.

3

Duomo di San Pietro

La scalinata con le statue degli apostoli che porta al Duomo di San Pietro a Modica25 minuti

Poco più avanti, su un lato del Corso, una scalinata sale al Duomo di San Pietro, il duomo di Modica Bassa. Lungo i gradini ci sono le statue dei dodici apostoli, che portano lo sguardo fino alla facciata. La chiesa fu distrutta dai terremoti del 1613 e del 1693 e ricostruita nel Settecento in stile barocco. L’interno è a tre navate. A Modica i duomi sono due: questo, in basso, e quello di San Giorgio, in alto. Conviene visitarli entrambi, perché si rispondono.

Consiglio

A metà scalinata fermati e voltati: da lì il Corso si vede dall’alto.

4

La chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore

L'affresco del Cristo Pantocratore nella chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore a Modica25 minuti

In via Clemente Grimaldi si nasconde la chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, considerata la più antica di Modica. È scavata nella roccia e fu riscoperta per caso nel 1987: si racconta che un ragazzo in cerca del pallone sia entrato in una grotta usata come ripostiglio, e lo studioso Duccio Belgiorno ne riconobbe subito il valore. Dentro, in un’unica sala, restano affreschi di tradizione bizantina. Nell’abside domina il Cristo Pantocratore, racchiuso in una mandorla. È un raro esempio di architettura «in negativo»: scavata, non costruita. La visita dura pochi minuti, ma è tra le cose più insolite di Modica.

Consiglio

Si visita solo in certi giorni e orari: controlla prima di andare.

5

La casa museo di Salvatore Quasimodo

Il cortile della casa museo di Salvatore Quasimodo a Modica25 minuti

Salendo per i vicoli del quartiere Sbalzo arrivi in via Posterla, dove c’è la casa museo di Salvatore Quasimodo, il poeta nato a Modica nel 1901 e premio Nobel per la letteratura nel 1959. Dentro trovi mobili, fotografie, edizioni speciali dei suoi libri e un video della consegna del Nobel. Una stanza ricostruisce lo studio milanese in cui scriveva. C’è anche una curiosità: secondo diverse ricostruzioni il poeta non sarebbe nato né vissuto in questa casa, che però la tradizione e la città indicano come casa natale. Resta il fatto che Quasimodo appartiene a Modica.

Consiglio

Il museo è piccolo: bastano venti minuti. Controlla orari e giorni di apertura prima di salire.

6

Il Castello dei Conti e la Torre dell’Orologio

La Torre dell'Orologio sopra il Castello dei Conti, simbolo di Modica40 minuti

Sopra le case, su uno sperone di roccia con due lati a strapiombo, c’è il Castello dei Conti. Fu fortezza, prigione e residenza dei Conti di Modica; oggi ne restano poche parti: la torre poligonale, le antiche carceri scavate nella roccia e la celebre Torre dell’Orologio. La torre, costruita nel 1725 sui resti di una torre di avvistamento medievale, ha un grande quadrante visibile da quasi tutta la città. Il meccanismo a contrappesi funziona ancora. Vale la visita anche per le grotte alla base: Modica nasce come insediamento rupestre, e ancora oggi molte case sono costruite davanti a vecchie grotte.

Consiglio

Accesso e biglietto cambiano: controlla orari e aperture prima di salire. La salita è ripida: prendila con calma.

7

Il Duomo di San Giorgio e la sua scalinata

La facciata a torre e la scalinata del Duomo di San Giorgio a Modica45 minuti

Il Duomo di San Giorgio è il simbolo di Modica e uno dei monumenti più scenografici del barocco siciliano. Sta in cima a una scalinata monumentale: le guide contano da 164 a 250 gradini, a seconda del punto da cui si comincia. Accanto corre il giardino pensile detto Orto del Piombo. La facciata a torre è alta 62 metri. Fu costruita a partire dal 1702 e solo nel 1842 venne posta la croce di ferro sulla guglia. Il progetto è attribuito a Rosario Gagliardi, lo stesso architetto di San Domenico a Noto e del San Giorgio di Ragusa Ibla. Dentro la chiesa ha cinque navate. Fermati: dopo la salita è il momento giusto per riprendere fiato.

Consiglio

Se i gradini ti pesano, sali per Corso San Giorgio: è la strada classica e meno faticosa.

8

Il Belvedere San Benedetto

Il Duomo di San Giorgio e la scalinata visti dal Belvedere San Benedetto a Modica20 minuti

Di fronte al duomo, lungo via San Benedetto da Norcia, c’è il Belvedere San Benedetto. Da qui vedi tutto insieme: la facciata a torre, la scalinata che scende e la città che si allunga ai tuoi piedi. È uno degli scorci più fotografati di Modica e ci sono alcune panchine per fermarti. Si raggiunge a piedi con circa dieci minuti di salita, oppure in auto, perché è fuori dal centro.

Consiglio

Fermati qui con calma: è il punto migliore per capire com’è fatta la città.

9

San Giovanni Evangelista e Santa Maria del Gesù

La scalinata e la facciata neoclassica della chiesa di San Giovanni Evangelista a Modica30 minuti

Nella parte più alta di Modica Alta, una scalinata con statue porta alla chiesa di San Giovanni Evangelista, di stile neoclassico, con la facciata rifatta tra Otto e Novecento. È un’eccezione tra le chiese barocche della città. Poco oltre c’è il complesso di Santa Maria del Gesù, una delle poche parti tardogotiche rimaste dopo il terremoto del 1693, tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Guarda il portale e il chiostro, tra le parti originali.

Consiglio

Gli interni sono aperti a orari variabili: se trovi chiuso, la facciata e la scalinata valgono comunque la salita.

10

Il tramonto dal Pizzo Belvedere

Modica Alta e Modica Bassa viste al tramonto dal Pizzo Belvedere30 minuti

Scendi per i vicoli verso la parte bassa e chiudi la giornata dal Pizzo Belvedere, una terrazza che guarda Modica da un’altra collina. Da qui vedi Modica Alta con la torre del duomo e, più in basso, Modica Bassa, tagliata in due dal Corso Umberto I. Il momento migliore è il tramonto, quando la luce calda scalda le facciate della città alta.

Consiglio

Controlla l’ora del tramonto e arriva con un po’ di anticipo: la luce cambia in fretta, e al buio le scalinate richiedono attenzione.

La mappa del percorso

Mappa

Su telefono e tablet: un dito scorre la pagina, due dita muovono la mappa.

Domande frequenti

Per vedere i due duomi, il Corso e i belvedere bastano mezza giornata a ritmo svelto. Con musei, castello e pause serve una giornata intera, perché tra la città bassa e quella alta ci sono molte salite.

Dove dormire

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