| E'
una piccola Borgata che dista da Pachino circa 3 km. Marzamemi è
una parola araba <Marsà al hamen> che significa Rada
delle Tortore. Il nome deriva dall'abbondante passo di questi uccelli,
di primavera. Alcuni la fanno derivare da Marza-Porto, Memi-Piccolo:
Piccolo Porto. La borgata è bagnata quasi tutta all'intorno
dal mare Ionio e il livello è inferiore al mare. Sul Mare
Ionio, si incontrano le due isolette di MARZAMEMI: la piccola, su
cui sorge un elegante villino, di proprietà della famiglia
del Prof. R. Brancati; la grande, che forma come una curva d'entrata
in un recente porto formato dalla stessa isoletta e da un braccio
di fortissime mura a calcestruzzo, che si prolunga nel mare.
Gli abitanti della detta borgata sono tutti dediti
alla pesca: essa era già molto nota, fin da antichi tempi
per la tonnara, che era la seconda in Sicilia, dopo quella di Favignana
(presso Trapani) e, ora, funziona saltuariamente ogni cinque anni.
Le poche famiglie che vi abitano sono quasi tutte oriunde da Siracusa
(qualcuna da Avola), di cui rispecchiano costume cittadino, gentile
e vivamente religioso.
Marzamemi è antica quanto la tonnara. Nel 1752
furono costruiti il palazzo del Principe di Villadorata, proprietario
di tutto il centro storico di Marzamemi, e la chiesa della Tonnara.
Marzamemi ha sulla sua costa, due piccoli porti naturali denominati
"Fossa" e "Balata". La navigazione, sopratutto
tra Marzamemi e Genova è stata, in passato, molto attiva
per il commercio del vino, specie, prima della costruzione della
strada ferrata Pachino-Marzamemi-Noto-Avola-Siracusa. Marzamemi
si può considerare come la spiaggia di Pachino: nel periodo
estivo, infatti, la sua popolazione aumenta considerevolmente, per
il numeroso affluirvi di villeggianti, provenienti da Pachino e
sopratutto da paesi esteri.
LE DUE CHIESE.
In pieno centro storico di Marzamemi, e facente parte
della tonnara, si trova la piazza del paese, denominata: Piazza
Regina Margherita. La piazza è attorniata da strade in cui
convergono la Via Letizia, La Via Principe Villadorata ed è
limitata, in parte, dalle casette dei pescatori. Sulla piazza, si
affacciano, pure, i due prospetti delle chiese, la vecchia e la
nuova, entrambe dedicate a San Francesco di Paola, protettore della
borgata, e il prospetto del Palazzo del Principe di Villadorata,
proprietario della tonnara.
La chiesa nuova, sulla vostra sinistra, fu fabbricata
per munificenza del sommo pontefice Pio XI. Il prospetto è
semplice, lineare. Al centro, al di sopra del portale, spicca un
rosone, di stile romantico. La facciata è divisa in tre sezioni
verticali, delimitate da due pilastri laterali. Il portone di ingresso
è di legno scanalato ed è preceduto da tre gradini
di marmo. Il prospetto termina col tetto a capanna. La copertura
di tutta la chiesa è a spioventi. A sinistra, per chi guarda,
di fronte, si scorge il campanile, posto alla stessa altezza del
tetto della chiesa. La chiesa è costruita in pietra bianca.
LE CASETTE DEI PESCATORI.
Le casette dei Pescatori, sulla vostra sinistra, girano
attorno alla piazza e danno al paesaggio un aspetto uniforme. Esse
risalgono al 1600, anno in cui fu costruita la tonnara. Nel 1752,
in occasione della costruzione del Palazzo del Principe di Villadorata,
furono ristrutturate, le casette dei marinai. Attualmente la maggior
parte di esse sono disabitate, perchè logorate dal tempo.
Le casette sono state costruite con blocchi di pietra, hanno forma
quadrata e tetto a spiovente. La più caratteristica è
la "casa del forno", detta così perchè provvista
all'interno di un grandissimo forno, in muratura. Il forno forniva
il pane a tutti gli abitanti della tonnara. Attualmente la casa
ha il numero civico 7, ma è disabitata.
La chiesa antica, fu costruita come il palazzo del
Principe, nel 1752, è tutta in pietra arenaria, è
sopraelevata, ha tre gradini di pietra, i quali portano al portone
d'ingresso. All'interno la chiesa è ad una navata, aveva
un altare centrale, purtroppo, crollato; ai lati vi sono due altari
minori, uguali, sostenuti da colonnine, e sopra, due nicchie. La
copertura della chiesa è completamente crollata. Restano,
soltanto una parte del campanile e accanto un arco.
IL PALAZZO DEL PRINCIPE
DI VILLADORATA.
Sulla piazza, si affaccia, pure, il palazzo del Principe
di Villadorata, che occupa tutto il lato ovest. Fu costruito nel
1752, in pietra arenaria. L'ingresso è costituito da un portone
di legno, il cui portale è rappresentato da un arco, che
ha, al centro, una chiave con lo stemma di famiglia. Sul lato sinistro
della facciata, si trovano un balcone e una porta. Sul limite, accanto
all'ultima porta si trova una lapide in marmo, dedicata ai caduti
in guerra.Sul lato destro della facciata, vi sono due finestre quadrate,
protette da inferriate. Sulla parte superiore della facciata, posti
alla stessa altezza e alla stessa distanza l'uno dall'altro, si
trovano cinque canali (due sono andati perduti) di scarico dell'acqua
piovana, i quali hanno la forma di grosse mensole, terminanti, anteriormente
con viri umani. IL palazzo non presenta bellezze artistiche all'interno,
era ricco di mobili, quadri, argenteria, oggetti preziosi; ma, venne
saccheggiato, durante l'ultima guerra mondiale. Un ampio cortile
centrale dà aria e luce agli ambienti interni; una scala
di pietra, a due rampe, porta nell'appartamento del principe, il
quale ha una struttura molto semplice. Da questo appartamento si
accede in un ampio terrazzo, dove erano costruiti dei sedili, in
pietra, ora, distrutti dal tempo. Le mura del terrazzo presentano
delle feritoie, le quali servivano a sparare contro i pirati. Sempre
dall'appartamento del principe, ma, dalla parte opposta del terrazzo,
si accede in un balconcino, dal quale il principe si affacciava,
per controllare il lavoro dei pescatori nel magazzino sottostante.
Questo magazzino chiamato: "Camperia", ha delle arcate,
sulle quali venivano poste delle immagini sacre e delle ciotole,
destinate alle offerte per la festa del patrono. All'interno del
magazzino si trovano le barche usate per la pesca dei tonni, lo
"scieri" le "chatte", gli uncini, (che servivano
per tirare su il pesce) e le reti. In un angolo del magazzino, si
trovava un piccolo ufficio dove avveniva, la registrazione e la
pesatura dei tonni.
IL NUOVO CENTRO DI
LAVORO DEI TONNI.
La tonnara di Marzamemi, fu impiantata dagli arabi,
durante la loro dominazione in sicilia. Nel 1630 (come da contratto
di compravendita esiste all'archivio di stato di Siracusa) un nobile
spagnolo, residente a Palermo decise di vendere la tonnara al Principe
di Villadorata, discendente da un ammiraglio inglese di origine
russa. Tale ammiraglio di nome Nicolajev, naufragò col suo
carico nei pressi del lido di noto dove fu ben accolto dal Governatore
di Noto. I Nicolaci di Villadorata migliorarono il caseggiato della
tonnara e fecero affluire esperti carpentieri da Avola e da Siracusa,
i quali presero definitiva residenza a Marzamemi. Nel 1752 fu costruito
il palazzo e la chiesa della tonnara, e furono riadattate tutte
la casette dei marinai.
Nel 1912 a Marzamemi fu costruito uno stabilimento
per la lavorazione prima del tonno salato e successivamente del
tonno all'olio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al 1951,
nel 1952 entrò in funzione la Rasiom di Augusta e cominciò
il sensibile calo della pesca in tutte le tonnare che erano sette:
Santa Panascia - Terruzza - Fontane Bianche - Avola - Bafuto Vendicari
- Marzamemi e Capo Passero.
IL PORTICCIOLO NATURALE
La "Balata" è, assieme alla "Fossa",
uno dei due piccoli porti naturali di Marzamemi. La Balata è
come una piccola piazza, limitata in parte, da case, e in parte
dal mare. E' pavimentata con lastricati di calcare compatto, di
forma rettangolare. All'interno dello spazio "Balata"
si trovano due fabbricati la "vecchia Fabbrica" e la "Casa
Cappuccio".
La "Vecchia Fabbrica", dove si produceva
il ghiaccio, è preceduta da una grande arcata, è di
antica costruzione e appartiene al Principe di Villadorata. Accanto
alla " Vecchia Fabbrica" si trova la "Casa Cappuccio",
un antica abitazione, oggi, purtroppo diroccata, di proprietà
anch'essa del Principe. La "Casa Cappuccio", chiamata
così dal nome di un affittuario della tonnara, ha molta importanza
per il punto in cui si trova, infatti, tre delle quattro facciate
sono rivolte al mare.
La facciata, più vicina al mare, presenta un
terrazzo il quale termina con un muro di protezione molto caratteristico.
Dai resti, si nota che la casa presentava, oltre al piano-terra,
un piano superiore, con un terrazzo che dava sul porticciolo naturale.
|
 |