TNIl piccolo centro marinaro di Marzamemi, sviluppatosi attorno alla tonnara omonima e ad un piccolo porto naturale, vi approdavano barche pescherecce e piccoli bastimenti, accanto si stendono due isolette.

Nella maggiore un porto dalle acque profonde accoglieva grossi bastimenti e vapori. Il movimento di navi di piccola stazza, data la difficoltà  dei trasporti via terra, era vivace nel secolo scorso e nei primi decenni del Novecento per l’incessante trasporto di merci d’uso comune provenienti da Siracusa e Catania e per prodotti da esportare, che venivano imbarcati per Oneglia, Livorno, Genova.

Le notizie storiche seicentesche dei fatti e avvenimenti, riguardanti la tonnara di Marzamemi, iniziano nel 1648 quando era gabelloto don Mariano Nicolaci con il titolo di barone, ma è probabile che l’affittanza fosse incominciata già da qualche anno prima o addirittura fosse la prosecuzione di un precedente contratto. E’ di pochi anni posteriore il blitz ordinato dal viceammiraglio di Noto Stefano Impellizzeri: venti soldati a mano armata fecero irruzione nei magazzini della tonnara per pignorare il prodotto della pescagione del 1651 del valore di 170 onze, oltre il pagamento di una multa di 30 onze.

Lo sconvolgimento del tranquillo ritmo lavorativo fece scalpore per la cifra saccheggiata, come volle definirla il barone Nicolaci e per il modo con cui fu ottenuta. Seguì, dopo le rimostranze del b.ne Nicolaci, un’indagine fiscale su perizia di rais interessati e pratici, i quali scrissero: “Non havemo potuto avere notizie, stante che rare volte innanzi l’anno 1650 si solia calare, perchè (la tonnara) non era così bene sperimentata e prendeva pochi pesci”.

TN1Ma un secondo accertamento, sempre eseguito da rais qualificati, quando l’esercizio di pesca era collaudato, segnalava conclusioni assai diverse: La tonnara di Marzamemi, antica e famosa, può levare 400 pesci, in un’ammazzata e può tenere tra la camera sola 1000 pesci, però con la porta serrata se maltempo o correnti. Ha pigliato detta tonnara l’anno passato 4500 pesci e in questo anno finora 21 agosto 1656.

Non fu possibile l’esenzione dei diritti del Grande Ammiraglio, allora il duca di Terranova spettante solo alle tonnarelle, esercizi di minor resa. Nel 1655 la tonnara di Marzamemi insieme alla tonnara di Vendicari, Fiume di Noto e Santa Panagia fu venduta al giudice palermitano Simone Calascibetta, da cui passò al primogenito Domenico, morto prematuramente nel 1677; successero i figli Giovanni, Pietro e Vincenzo, divenuto abate, alla sua morte lasciò la terza parte dei suoi beni ai due fratelli.

Tratto da: Annalena Lippi Guidi “ Tonnare e tonnaroti / Malfaraggi della sicilia sud orientale.
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