| Il "Palio
del Mare", anticamente chiamato "cursa re
varchi" ("corsa delle barche"), è una regata
dedicata a San Gaetano, patrono di Portopalo di Capo Passero, e
rappresenta l'appuntamento di più antica e consolidata tradizione
storica dell'estate portopalese. Le prime edizioni vedevano in gara
barconi a sei remi che tagliavano splendidamente il mare ma sottoponevano
a una fatica immensa gli equipaggi a bordo. Negli anni Sessanta
si passò ad equipaggi composti da quattro elementi, con minore
spettacolarità ma con una rivalità intatta che usciva
persino dai confini comunali arrivando fino a Marzamemi, la cui
edizione della regata a mare ha fatto da contraltare a quella di
Portopalo.
Gli aneddoti e gli episodi che si possono raccontare sul Palio
sono talmente tanti da poter scrivere un libro, a cominciare dagli
anni cinquanta, quando si fronteggiavano gli equipaggi all'ex "Porto
longobardo" in quella che la suddivisione rionale ha denominato
zona "Canalazzo - Pizzuta". Il palio del mare a Portopalo
è un elemento caratterizzante la storia del nostro comune
e non può mancare nell'estate portopalese. Le edizioni più
combattute sono state quelle a cavallo fra gli anni Cinquanta e
l'inizio degli anni Settanta: le poche barche esistenti in paese
erano tutte a remi e i pescatori arrivavano all'appuntamento del
palio già "allenati" dalla dura fatica quotidiana.
Si gareggiava per pura sportività, senza parlare mai di
premi e medaglie. L'importante era tagliare per primi il traguardo
per poi vantarsi con i rivali fino all'edizione dell'anno seguente.
Altri tempi, altra mentalità. Le generazioni passate attendevano
il giorno di San Gaetano per onorare Il patrono e per gareggiare
con le barche poiché per il resto dell'anno pochi erano i
momenti di svago. Tra le imbarcazioni che hanno superato i confini
italiani, partecipando a una gara di barche nella vicina isola di
Malta, se ne segnalò una capace di piazzarsi seconda su dieci
equipaggi in gara: gli artefici di quell'impresa furono festeggiati
alla grande, come se avessero conquistato una medaglia olimpica.
Dagli anni Sessanta in poi Io scenario di gara si è spostato
a Scalo Mandrie, a ridosso della zona archeologica di Portopalo
dominata dall'isola di Capo Passero, dalla tonnara e dalle vasche
dove gli antichi greci e romani lavoravano gli intestini di tonno
e di sgombro, come descritto da Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis
historia", per trarne il garum, la salsa piccante molto ricercata
a quei tempi. Lo spostamento fu determinato dalla realizzazione
della strada di collegamento che rendeva possibile l'afflusso massiccio
degli spettatori e da questo momento in poi si può parlare
di una seconda fase storica del palio dove la forza delle braccia
lascia sempre più spazio all'astuzia di gara.
Ed è in questi anni che entrano nell'immaginario collettivo
i nomi di alcune barche ancora oggi ricordate: "Asso di bastoni",
"EI conquistador" e "Ariula", protagoniste di
vere e proprie volate al cardiopalma che terminavano spesso in scontri
verbali o fisici. Una rivalità che riguardava, prima ancora
che i rioni, le famiglie che puntavano a quello che era considerato
dai pescatori portopalesi come lo scettro per eccellenza di cui
andare fieri per dodici mesi. Si gareggiava soprattutto per mettersi
in mostra al cospetto delle fidanzate che in giro si vedevano solo
nei giorni di festa. In qualche edizione del palio si ritrovavano
avversari persino i componenti della stessa famiglia.
Il "Palio del Mare" è stato soggetto all'interessamento
di alcune testate giornalistiche estere: una rivista finlandese
ha dedicato negli anni scorsi un servizio sulla corsa e sulle tradizioni
marinare portopalesi che oggigiorno faticano a ritrovare lo splendore
di un tempo.
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