| L' Isola
di Capo Passero, lunga m. 1300, larga m. 500, ed estesa per circa
37 ettari, è situata tra lo Jonio e il Mediterraneo ed è
da considerarsi una autentica perla naturalistica, tanto da essere
inclusa dalla Società Botanica Italiana nei biotipi di rilevante
interesse botanico della Sicilia. Nella sua parte occidentale, quella
più vicina alla costa, l'azione combinata delle maree e dei
venti ha formato una bellissima spiaggia, frequentata ogni anno
da tantissimi turisti. In questa zona la vegetazione è quella
tipica dei litorali sabbiosi: l'Euforbia pepilis, il giglio di mare
(o Pancrazio) e la rughetta marina.
Proseguendo verso nord, si incontrano i magazzini per le attrezzature
della Tonnara di Portopalo, una delle più importanti di Sicilia.
Intorno alle costruzioni si trova depositato un gran numero di ancore
ormai arrugginite: servivano a fissare al fondo del mare le pesanti
reti che conducevano i tonni verso la "camera della morte",
l'ultima destinazione di quei grossi pesci prima di diventare vittime
della mattanza. Nella sua parte centrale l'isola è interamente
ricoperta dalla palma nana e da altre forme vegetali tipiche. Oltre
al coniglio vivono sull'isola almeno due specie di lucertole che
prolificano numerose per la mancanza assoluta di predatori.
L'avifauna è composta soprattutto da numerosi passeracei
che fanno la spola fra la vicina costa e l'isola: Fanelli, Verdoni,
Cardellini, Beccamoschini, Saltimpali ed altri ancora. Gli scogli
isolati e la costa nord-occidentale a picco ospitano numerose specie
di Gabbiani. L'ittiofauna è quella tipica di tutta la costa
sud-orientale siciliana: fino a qualche anno fa Cefali, Spigole,
Saraghi, Sogliole ed Aragoste erano abbondantissimi anche in acque
molto basse, oggi lo sono soprattutto nelle "secche" che
da Vendicari, più a nord, all'isola delle Correnti, più
a sud, costelIano a varie distanze dalla costa questo tratto di
mare.
Fino ad una trentina d'anni fa le spiagge a ridosso del paese di
Porto Palo erano utilizzate abitualmente dalla Tartaruga marina
(Caretta caretta) per la deposizione delle uova: uno spettacolo
affascinante, un tempo comune su tutte le spiagge sud-orientali
siciliane, purtroppo oggi scomparso. Una distanza di circa 250 metri
separa l'Isola di Capo Passero dalla costa di Portopalo, alla quale,
un tempo, era unita da un istmo sabbioso. Ancora oggi tuttavia tale
sottile striscia di sabbia è ben visibile nei periodi di
bassa marea, ma sconsigliabile da attraversare a piedi, a causa
delle forti correnti presenti nella zona.
Sull'Isola di Capo Passero ci sono anche due importanti monumenti
da visitare. Uno è l'imponente fortezza svevo aragonese di
Carlo V di Germania e Re di Spagna (risalente al XIV secolo); e,
poco prima di giungere al forte, si eleva l'altro monumento degno
di menzione: si tratta della grande statua bronzea di Maria SS Scala
del Paradiso "Guardiana del mare di Sicilia", alta 5 metri
e posta su un piedistallo di 20 metri. Il monumento, opera del fiorentino
Mario Ferretti, fu inaugurato nel 1959 dal Vescovo di Noto Angelo
Calabretta alla fine del XVI Congresso Eucaristico Nazionale di
Catania.
Circumnavigare l'isola di Capo Passero è un'esperienza unica,
un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano i paesaggi
marini. Partendo da un imbarcadero naturale e navigando in senso
orario balzano subito alla vista i due magazzini e le ancore abbandonate
della tonnara. Appena la costa comincia ad innalzarsi verso oriente,
appaiono le prime grotte marine: alcune di esse sono bellissime,
particolarmente quelle che formano l'insieme denominato "Grotte
del Polipo". Poco dopo, la costa, dopo altre grotte minori
ed un piccolo golfo, diventa bassa e frastagliata e qua e là
emergono scogli isolati.
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